domenica 14 novembre 2010
sabato 13 novembre 2010
venerdì 12 novembre 2010
In the middle of nowhere
Da una settimana non preparo la cena. Mi sono quasi dimenticata come si fa a cucinare, ad avere una vita normale. Mi trovo ormai in quella fase in cui le vite normali degli altri mi sembrano così distanti e così irreali. Adesso le mie giornate sono scandite da altre necessità. Altre stanze, altre voci.
Curiosamente, in questo momento sono gli amici più lontani ad essermi più vicini. Banale ma verissimo, è in simili frangenti che gli individui hanno l'opportunità di rivelarsi per quello che sono davvero.
Preso atto con sollievo dell’inesorabile declino governativo, vado a reimmergermi nel tunnel delle necessità spicciole, dei corpi e delle anime imprigionati dalla malattia.
venerdì 5 novembre 2010
Famiglia e famiglia
Mio padre è in ospedale da ieri e ancora non è chiaro perché. Un’amica bolognese che non sentivo dalla scorsa primavera si fa viva inaspettatamente. Un’altra amica lontana mi scrive per avere mie notizie: mi pensava da giorni e non aveva il tempo di scrivere, va tutto bene?
La gatta, poco fa, quasi avesse percepito le vibrazioni negative emesse dalla mia notte insonne e agitata, non si è lasciata corrompere dai croccantini che il bluesman le ha versato nel ciotolino e, fatto insolito, ha preferito entrare in casa e acquattarsi in un angolo, docile come non mai, in una sorta di matura condivisione della mia angoscia; poi, quando le ho chiesto di uscire, ha eseguito all’istante senza fare storie.
Non ho dubbi sul fatto che esistano misteriose vie di comunicazioni tra creature affini, o meglio, creature che si sono avvicinate dai punti più disparati dell’universo sulla base di una sintonia profonda. Naturalmente tutto ciò non cambia la realtà delle cose, le cose della vita con le quali più o meno tutti ci troviamo a fare i conti; però tutto ciò costituisce la mia bussola interiore, ciò che mi permette di non smarrirmi nella malsana ragnatela della mia famiglia, o almeno di quel che ne resta.
Mio padre è in ospedale e avrà tutte le attenzioni del caso (e questo blog ne subirà le conseguenze). La mia vera famiglia però è altrove.
lunedì 1 novembre 2010
Jardins sous la pluie
Due giorni chiusa in casa, assediata dalla pioggia. Boschi impraticabili per il terzo fine settimana consecutivo, dunque ancora niente camminate. Nervosismo alle stelle. Ingovernabile pure la gatta. Un' anziana signora sconosciuta ha chiamato un paio di volte, oggi, chiedendo notizie di un tale che doveva portarle lo stipendio e che, perciò, lei attendeva con ansia: per caso io sapevo dirle se i supermercati erano ancora aperti? Per qualche minuto ho imbastito e sostenuto un dialogo dell'assurdo. La vecchiaia e la solitudine fanno di questi scherzi: chissà, mi son detta, forse un giorno toccherà anche a me chiamare degli sconosciuti per reagire alla disperazione. Del resto le notizie che arrivano dal mondo sono così orribili che fanno davvero presentire l'avvento di una qualche apocalisse.
Il caso Ruby da un certo punto di vista è uno spassoso diversivo: se non altro ha dirottato l'attenzione dei media dalla vicenda di Avetrana all'immondezzaio politico. Di Bobo Maroni, flagello della Lega, tetragono respingitore di migranti e clandestini, ora spudorato mentitore - "i rapporti mi confermano che in Questura si sono comportati applicando tutte le regole, le norme e le prassi: quindi nulla da eccepire" -, meglio non dire.
Lo scopo delle investigazioni
"Forse lo scopo delle investigazioni, vere o letterarie che siano, è proprio questo: trasformare emozioni, orrore e dolore in un enigma e poi risolverlo, per scacciare il male.
«Un libro giallo, - disse Raymond Chandler nel 1949, - è una tragedia a lieto fine».
Un detective di carta ci mette subito di fronte a un delitto e poi alla fine ci assolve da ogni complicità. Spazza via i sensi di colpa, l'incertezza, la presenza costante della morte."
(Kate Summerscale, post scriptum in "Omicidio a Road Hill House ovvero invenzione e rovina di un detective" , Einaudi 2008)
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