sabato 3 dicembre 2011

Non so (post un po' ermetico, ma poi neanche tanto)

Mi sembra che abbia perso senso un po' tutto quello che sto facendo. Mi vengono in mente mille cose da scrivere  - ed è vergognoso che io non abbia detto nulla di quello che l'incredibile Pietro De Maria ha suonato domenica scorsa a Varese -  ma poi mi trovo sempre qualcosa di più urgente da fare. Non capisco se sia una forma sofisticata di autolesionismo o solo colpevole ignavia. O piuttosto il caos mentale/esistenziale in cui non so più distinguere il bandolo né la matassa. Una sorta di Messie Syndrome applicata ai pensieri. Brutta storia. A quanti sono affetti dalla mania dell'accumulo si consiglia di cominciare a fare ordine a partire da uno spazio ridottissimo; in casi estremi, però, il semplice tentativo di  riorganizzare un cassetto può sfociare in un fallimento: il caos circostante infatti genera ansia, deconcentra e scoraggia chi vorrebbe tornare sulla retta via. Secondo gli inflessibili canoni di ogni dipendenza, il meccanismo malato della ripetizione si riaffaccia rassicurante, allettante: un attimo di distrazione e la retta via è già smarrita. Meglio tornare al disordine nebuloso che ottenebra, al caos che intralcia, ostruisce le strade, scoraggia le scelte. Che altro era, del resto, la soffitta di Fuchsia se non un confortante regno del caos, una fiera barricata contro il mondo?

2 commenti:

rose ha detto...

mah, io mi sento regolarmente sopraffatta, sia dai cassetti sia dalla mia testa, e devo dire che nel caos non trovo alcun conforto... ma forse bisognerebbe abbandonarvisi per poi riemergere? invece continuo ad anelare alla lucidità.

tracciamenti ha detto...

anch'io spero prima o poi di liberarmi dal chaos, quello di fuori ma anche quello di dentro!
in me i due vanno a braccetto, mentre ci sono persone che nel loro disordine strabordante si orientano con eleganza fluida e spedita

immagino però che esista un momento-limite oltre il quale comincerò a regalare, stracciare, bruciare, cestinare, polverizzare, per ritrovarmi in una casa vuota, vuota anche dei libri, dei dischi, vuota
punto ideale per il ricominciamento

baci