lunedì 8 marzo 2010

L'appuntamento


L’appuntamento monzese si è rivelato più soddisfacente del previsto. Peccato solo che non ci sia stato tempo a sufficienza per approfondire le sue considerazioni perché la chiacchierata avrebbe potuto snodarsi su percorsi meno battuti: la riflessione sulla creazione artistica è fondamentale nel romanzo, però fin qui sono stati in pochi ad accorgersene.
La prossima volta – se mai ci sarà – prometto di bandire la consueta pigrizia da disillusione cronica e di pilotare la conversazione su un altro versante.

Comunque anche il tè senza zucchero ha la sua ragion d’essere.

sabato 6 marzo 2010

Pensieri apocalittici da eccesso di disgusto politico-esistenziale

"Marea palpitante, marea piena di corpi,
Di ossa mormoranti, di sangue, di polveri squamose,
Di luci frantumate, di conchiglie stellari,
Santa marea che raduni i corpi.

Marea profonda, astri girevoli,
Schiuma, carne, specchi dove si riflettono gli angeli,
Fumi, fumi dalle volute strane
Dove trascorrono specchi di orizzonti erranti.

Marea magica, marea dolce,
Marea che pensi, marea nel cielo,
Angelica marea, marea essenziale,
Marea grondante, marea saggia
Che ci rendi il santo e il mago,

Marea sorda, marea che scompigli il cielo,
Marea che covi, marea gonfia di tempeste,
O polvere magica, marea plasmata d'angeli,
Marea spirituale, marea intessuta di carne,

Marea disegnata come una nuvola
Che da sotto si illumina,
Mondo, sfera, astro, luce,
Grani di polvere, diamanti,
Marea potente, marea vasta,

Marea come una nuvola rotonda
Che raduni gli orizzonti,

Ricomponi tra noi la dispersione dei corpi,
Marea vivente, o tu che la cenere incomparabile
dei mondi passati attraversa con le sue favole,
Formicolante di mondi rinascenti senza sosta

Riplasma con le tue mani la sabbia friabile,
Trafiggici con le tue criniere di sangue."

(Agosto 1922)

Antonin Artaud, Marée (da "Poesie della crudeltà" ed. Stampa Alternativa, trad. Pasquale Di Palmo)

venerdì 5 marzo 2010

Mirage

"The hope I dreamed of was a dream,
Was but a dream; and now I wake
Exceeding comfortless, and worn, and old,
For a dream's sake.

I hang my harp upon a tree,
A weeping willow in a lake;
I hang my silenced harp there, wrung and snapt
For a dream's sake.

Lie still, lie still, my breaking heart;
My silent heart, lie still and break:
Life, and the world, and mine own self, are changed
For a dream's sake."

(Christina Rossetti, "Mirage")

giovedì 4 marzo 2010

Di passaggio

"Come quando nella casa dove
Non vai più così spesso
I tuoi orari sono un po' sommersi
Da altri orari e da altre abitudini,
E allora ti sembra d'essere come davvero sei
Di passaggio anche lì come dovunque."

(Franco Buffoni, da "Un longobardo assente", nella raccolta "Roma", Guanda 2009)

mercoledì 3 marzo 2010

Invictus di Clint Eastwood

Credevo che di questo film mi sarebbe rimasta addosso soprattutto la fastidiosa retorica dello sport come strumento di integrazione e coesione sociale.
Non è andata così. Grazie, essenzialmente, al ricercato realismo della regia. La grandezza di questo film di Eastwood sta tutta nelle piccole cose, nei particolari, nella grazia concreta con cui è tratteggiato il quotidiano dei personaggi. Un esempio su tutti: Mandela che si sveglia prima dell’alba e si rassetta il letto da solo. Un gesto che meglio di qualsiasi altro disegna l’autenticità dell'uomo Mandela e con rara sensibilità ne svela la lunga esperienza di carcerato.

Molto chiaro il messaggio politico veicolato dal film: il bene supremo è la democrazia, da difendere ad ogni costo, al di là di qualsiasi tentazione di particolarismo, oltre ogni pur comprensibile desiderio di rivalsa da parte dell’ex oppresso nei confronti dell’ex oppressore. Se il popolo non è sufficientemente educato alla democrazia è compito del suo rappresentante – democraticamente eletto – indicargli la via da seguire e, se il caso, “dimostrargli che sta sbagliando”. Insomma il rappresentante del popolo è anche colui che lo orienta e lo educa. Ci sarebbe da discutere a lungo in proposito. Per una trattazione più saggia dell'argomento leggere qui.
Per una efficace recensione del film, invece, rivolgersi qui.

martedì 2 marzo 2010

lunedì 1 marzo 2010

Marzo

Quest’anno il mese ha inizio con uno schiaffo di sole, incrostazioni di ghiaccio ovunque e una spossatezza letargica. Anche tanta amarezza.

È il duecentesimo compleanno di Chopin.

Sullo sfondo una serie di catastrofi che esauriscono rapidamente il loro potenziale tragico. Ogni giorno abbiamo bisogno di immagini sempre più scioccanti per sentirci vivi.

In questo sfacelo totale io mi consolo con la sana follia della musica, mia unica certezza e mio rifugio.