giovedì 22 settembre 2011

La nausea

Mi ha fatta stare fisicamente male la foto di Berlusconi che accarezza la testa di Bossi. Con rispetto parlando, mi è parsa lì per lì una scena da ospizio. Dove avrebbe avuto un senso se si fosse trattato di una carezza filiale. Ma si tratta di un vecchio che blandisce un vecchio. C'è qualcosa di sconveniente, irrazionale e disturbante in questo gesto. L'untuoso paternalismo dell'uno, la penosa sottomissione dell'altro. Che schifo.

mercoledì 21 settembre 2011

Fine dei R.E.M.

La notizia è di oggi e francamente non mi straccio le vesti. I R.E.M. (sorry, non mi riesce di scrivere gli R.E.M.) non mi sono mai dispiaciuti, ma ultimamente trovavo veramente penoso sentire Michael Stipe rifare il verso a se stesso. Anche questa storia è finita.

mercoledì 14 settembre 2011

Se il responsabile di selezione scrive così


Buon giorno Sig.ra Exit Strategy,

come da accordi la presente al fine di confermarLe il colloquio conoscitivo presso la Nostra filiale. 
Come da accordi di seguito i Miei riferimenti
Le auguro un abuon giornata.

XYZ
Responsabile di selezione

domenica 11 settembre 2011

Impressioni di settembre

È riesplosa in tutta la sua veemenza, la sindrome settembrina. E io che - ingenuamente - avevo sperato di farla franca, quest'anno. Fino a ieri, infatti, i sintomi non si erano manifestati. Sarà stato per via del clima ancora vigorosamente estivo, sarà stato per via di Rebecca, che con le sue fughe, scomparse e ricomparse, non mi lascia molto tempo per pensare; sta di fatto che, in segreto, mi ero illusa di poter aggirare la consueta crisi d'inizio autunno così come mi ero scrollata di dosso tutte le clownesche giravolte governative e relativi conseguenti disastri. Invece l'attacco è arrivato improvviso ieri mattina. Spero che nessuno dei vicini mi abbia vista mentre, le membra mordicchiate dal primo freddo, mi arrestavo a contemplare imbambolata il prato fumante di nebbia. Ah, di certo sapeva bene di cosa stava parlando il buon Mauro Pagani - lui che era nato nella straziante campagna bresciana - quando, quarant'anni fa, insieme a Mogol - altro padano - scrisse il testo di Impressioni di settembre.
La città, poi, non mi è stata d'aiuto. Quando non piove per alcuni giorni, le strade di Varese diventano impraticabili: ci sono escrementi di cane (solo di cane?) un po' ovunque. Un senso di inutilità e desolazione, finto benessere e catastrofe imminente. Sono ritornata il più velocemente possibile e senza rimpianti ai miei boschi dove però ho scoperto nugoli di auto parcheggiate: dimenticavo che questo insopportabile mese, con le sue brume venefiche e le sue fronde agonizzanti, accoglie anche la lucida crudeltà dei cacciatori.
La notte poi è stata un susseguirsi di incubi, dolori e sudori. Stamane, benché ancora incastrata nel sogno dove giacevo in un letto londinese, distinguevo nettamente i movimenti del bluesman in cucina e tentavo disperatamente di dirgli che io sarei andata a fare colazione da Nero giù all'angolo, doppio espresso e blueberry muffin. Poi il vociare dei vicini mi ha strappata via dalle scale londinesi che si svolgevano in un'infinita spirale sotto di me. La vacanza è finita.